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Via Berlusconi
29 dicembre 2009

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La Cina siamo noi
17 dicembre 2009
Bene, a quel che risulta, diamo dei punti alla Cina.


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permalink | inviato da Roland il 17/12/2009 alle 8:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Del doman non v'è certezza
10 novembre 2009
Dunque, dove non può la legge, lo fa l'inganno. Sempre per legge, ma inganno rimane, e l'articolo potete trovarlo qui. Fini ha barattato con il solito piatto di lenticchie qualche presidenza di regione, e quando parla di rafforzare il potere del Parlamento mente, sapendo di mentire, almeno fino a che ci sarà una legge elettorale come quella che abbiamo in Italia.
Ancora di più mi fanno rabbrividire i commenti di Berlusconi e Ghedini sulla vicenda di Cosentino; Capezzone vabbè, non parliamone nemmeno.
Poi abbiamo una vera e propria disinformazione da parte di Minzolini, che afferma, mentendo, che l'immunità parlamentare non esiste più dal 1993 e bisogna ripristinarla; nonèunacosaseria spiega piuttosto bene le modifiche fatte in questo senso alla Costituzione.
L'opposizione, di tutto quel che accade, sembra non preoccuparsene. Avrei pensato che, con uno scatto d'orgoglio ritrovato, gli iscritti al PD si sarebbero riversati in massa nelle piazze, con volantini, tazebao, striscioni, bongas, per far sentire la voce dell'opposizione, per far sentire campane diverse da quella ufficiale.  Invece, niente.
Credo sia completamente inutile continuare ad indignarci per le bugie che questo governo sta raccontando all'Italia, alla fine si risolve tutto nel leggerci e parlarci addosso.
Proprio perchè le bugie sono tanto palesi, alla fine si stenta a credere che siano bugie, ed alla fine a qualcosa va a finire che si crede.
Tutti quelli che invece per tigna sono convinti che siano bugie, e che non crederebbero nemmeno all'ora esatta se ad annunciarla fosse Gasparri o Giovanardi, continuano a non crederci.
Così non si va da nessuna parte.
Soprattutto mi preoccupa il dopo Berlusconi; intendo, prima o poi ci sarà pure un dopo no?
I poteri nascosti, quelli che vedono i propri interessi difesi da questo governo e dai suoi legali, staranno sicuramente facendosi la stessa domanda.
Se la sta certamente ponendo la mafia, che ha sempre cercato una sponda nei governi italiani, se la sta ponendo la chiesa cattolica, che aumenta le richieste in vista di un futuro cambiamento di persone al governo, se lo chiedono le industrie farmaceutiche, rappresentate e ben difese dalla moglie del ministro della salute, Sacconi.
L'informazione è ormai una proforma, e su quel piano la battaglia è già persa da almeno una decina d'anni.
Il diritto del lavoro è stato completamente stravolto con la reintroduzione nel 2008 del contratto a chiamata, mentre chi protesta per la difesa del proprio posto di lavoro rischia di essere malmenato 
dai mercenari del padrone della fabbrica; quindi anche i grandi capitalisti si chiedono chi potrà essere il loro prossimo riferimento governativo.
Non vedo soluzioni a questa situazione, in verità.
Forse può essere un'idea smettere di andare a votare, visto che la maggior parte di noi non può permettersi di smettere di pagare le tasse; smettere di comprare i quotidiani, smettere di comprare i libri alla Mondadori, evitare di comprare da Mediashopping e chiudere il proprio conto di banca Mediolanum, ridare indietro il decoder di Mediaset, e magari pure il digitale base, riportandoli direttamente davanti a Palazzo Chigi, così che il presidente del consiglio possa ridarli al fratello Paolo.
Ma questo, impedirebbe di scendere la china che ci sta portando ad essere la prima democrazia dittatoriale d'Europa?
Come possiamo dimostrare che l'esperimento sociale è fallimentare, ed evitare che si ripeta in qualche altra nazione dell'Europa allargata?

Moralismo de noantri
26 ottobre 2009
Il Presidente della regione Lazio si è autosospeso, a causa delle vicende legate al ricatto per il film hard girato da un transessuale a cui Marrazzo spesso si accompagnava.
Il nostro paese ha una moralità bacchettona, da sagrato per intenderci.
Puoi fare quello che vuoi, ma non devi farti scoprire; viceversa devi trasformare i tuoi vizi in virtù: la differenza tra Marrazzo, che appunto si è autosospeso, e Berlusconi, che si vanta di quel che combina dentro e fuori dal suo letto, è secondo me tutta qui.
La morale non è una cosa che si possa imporre per legge, come sottolinea bene Galatea nel post ed in un paio di commenti in risposta.
Ricordiamo che fino a 50 anni fa il tradimento della moglie era considerato una attenuante nel caso di processo per omicidio del marito, il codice Rocco è stato eliminato solo nel 1996, ancora oggi coppie che vogliono vivere insieme senza doverlo registrare in comune o in chiesa hanno grosse difficoltà.
A mio parere il fatto che Marrazzo andasse con i trans brasiliani ha la stessa importanza chessò, del colore dei calzini di un magistrato: niente.
L'errore di Marrazzo è stato sicuramente quello di non denunciare immediatamente il tentativo di ricatto ai suoi danni; comprensibile il tentativo di metter tutto a tacere per paura dello scandalo in famiglia, ma per sua scelta Marrazzo è presidente di Regione, e questo significa fare qualche rinuncia.
Non per una questione morale che, per quel che mi riguarda, non esiste nemmeno, ma soprattutto perchè, come infatti è accaduto, ti esponi a tentativi di ricatti e intimidazioni che, giocoforza, si rifletteranno sul tuo modo di amministrare la politica e, in definitiva, i miei soldi.
Oggi su Repubblica c'erano 4 pagine dedicate a tutti i risvolti della faccenda.
Perchè non ce n'erano altrettante quando Bossi ha fatto assumere suo figlio all'Expo di Milano, allo stipendi di 12mila euro mensili?


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permalink | inviato da Roland il 26/10/2009 alle 8:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Digiamogelo
23 ottobre 2009
Dunque, il presidente della Regione Lazio pare sia stato vittima di un tentativo di ricatto per un video sulla sua vita privata, naturalmente girato a sua insaputa.
Quattro carabinieri sono stati arrestati e la faccenda è in mano al giudice che, come si dice in queste occasioni, farà luce sulla vicenda.
Vorrei sottolineare le parole di Marrazzo, almeno come riportate su La Stampa:
" Il governatore «sconcertato e amareggiato» dice che «in questo Paese per colpire un presidente si getta fango sull’uomo»"
Mi piacerebbe sapere perchè queste parole, se dette da un esponente del PD sembrino giuste e condivisibili, mentre se dette da Berlusconi o altri politici del centrodestra invece non lo siano.
Si può dire che, nel caso di Berlusconi, le famose foto in villa erano vere, mentre il video a Marrazzo parrebbe una bufala.
Però il concetto rimane quello: perchè dovrebbero essere diversi i due fatti?
In entrambi, con la pubblicazione di immagini 'rubate' si tenta di screditare un personaggio politico e quindi screditare la sua idea di politica, le cose fatte o quelle che vorrebbe fare.
Se proprio vogliamo tornare ai terrificanti anni 70, dovremmo dire che ormai la 'differenza genetica' tra chi vota a destra e chi vota a sinistra è stata eliminata da qualche anno di reality show, da troppi dibattiti terminati ad insulti, da episodi che con la politica, con l'idea che l'uno e l'altro schieramento hanno del futuro del paese, non c'entrano niente.
Probabilmente, mi vien da credere, nelle teste dei politici degli ultimi vent'anni circolano poche idee, o peggio circolano idee inconfessabili.
Ecco, qualcuno dovrebbe dirmela, questa differenza, così magari riescono pure a convincermi che Franceschini (Bersani/Marino) sia meglio di Berlusconi.
O forse Franceschini pensa di essere un innovatore perchè ha scelto un nero ed una donna ?

come suoi futuri vice?

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permalink | inviato da Roland il 23/10/2009 alle 16:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Crolla il muro, occorre il muratore
16 ottobre 2009
Il 1989 è stato un anno a dir poco fondamentale nella storia moderna.
E' stato l'anno del crollo del muro di Berlino e della conseguente dissoluzione dell'URSS e del blocco dell'Europa Orientale.
Gli USA, che dal 1945 avevano parcheggiato aerei e carri armati di fianco alla porta di Brandeburgo, dovettero sloggiarli e tornarsene a casa.
L'anno dopo comunque riporteranno le proprie forze militari fuori dai confini, con la Prima Guerra del Golfo: i capitali non possono rimanere fermi.
Si era conclusa la spartizione bipolare del mondo sancita a Yalta, e si aprivano scenari completamente nuovi: l'ingresso della Cina nel mercato mondiale, il crollo del capitalismo di stato in URSS, gli USA che dovevano nuovamente finanziarsi con il debito pubblico.
In realtà il debito pubblico USA inizia a crescere una decina d'anni prima dell'89: dal 31% del 1981 arriva al 50% nel 1988 ed al 60% nel 1991, trovando un nuovo acquirente al posto del Giappone, e cioè la Cina.
L'Europa, liberata dalla pesante presenza americana, si occupa della propria unificazione che conterrà tragedie di interi popoli: la Serbia e la Bosnia, la Cecenia, i conflitti non risolti delle repubbliche caucasiche, la potente Ucraina che diventa indipendente; arriverà non senza strattoni al Trattato di Maastricht del 1992, mentre nel frattempo le monete europee subivano scosse di svalutazione (o ipervalutazione) da parte degli speculatori; la Gran Bretagna e l'Italia dovettero uscire dallo SME ed il franco francese fu salvato dalla Banca Centrale tedesca.
Non fu certo per amicizia o per etica, naturalmente, a Berlino serviva un alleato per costruire un asse portante europeo, e la cosa migliore era avere un alleato che seguisse in tutto e per tutto le indicazioni tedesche.
La Germania doveva inoltre far fronte alle difficoltà dovute alla riunificazione interna; faccio notare che l'Europa è diventata Unita da quando lo è la Germania, e su questo prima o poi tornerò.
I Land tedeschi, che fino a quel momento godevano di grande autonomia finanziaria e politica, iniziarono a preoccuparsi della perdita di sovranità a causa della cessione di potere alle infrastrutture politiche europee, e riuscirono a far approvare un protocollo di sussidiarietà in allegato al trattato di Maastricht.
I poteri statali, con l'Europa Unita, avrebbero visto diminuire i propri poteri in funzione di strutture sovrannazionali, l'istituzione della Banca Centrale Europea toglieva parte del potere monetario e finanziario alle capitali storiche; Londra è sempre stata restia a farsi coinvolgere, sebbene oggi con la crisi del 2008 abbia dovuto rivedere la sua politica separatista, visto che le banche inglesi sono le più colpite dalla crisi mondiale.
In Italia la DC ed il PCI perdono la loro ragione di esistenza; in campo ideologico sparisce la (fittizia) contrapposizione Capitalismo-Comunismo (o meglio ancora tra Liberismo e Capitalismo di Stato), in campo economico il capitalismo di Stato diventa non più utile allo sviluppo del capitale privato. Il PSI di Craxi, dopo essere stato osannato dalle folle, viene ricoperto dalle ultime monetine degli operai a cui era stata tolta anche la scala mobile.
E' in tale contesto che prendono il sopravvento le forze che porteranno alla nascita del Cavaliere, ossia l'espressione di quel
'nazionalismo lombardo' dell'imprenditoria e della finanza del Nord-Est che, fino a qualche tempo prima, navigavano nel mare del debito pubblico italiano; attorno si muovono naturalmente i rimasugli dei politici riciclati in nuove vesti, espressione politica di vari poteri più o meno legali. L'Italia però non è la Germania, mancano Amburgo ed Hannover, e la Ruhr non è la Lombardia; questo fa si che il processo di europeizzazione di Roma sia molto più complicato rispetto a quanto accaduto a Berlino e Parigi.
Riuscendo a seguire le indicazioni dell'asse Berlino-Parigi, il governo Berlusconi rimane a galla, evitando di farlo i governi del Cavaliere traballano.
Per perseguire il proprio obiettivo politico, il Cavaliere dovrà quindi dare una contropartita ai poteri che ne permettono l'esistenza; non riuscendo per motivi di 'presentabilità politica' ad essere alla stessa altezza delle altre capitali europee, Silvio Berlusconi tenta di giocare la carta dei paesi esterni all'area Euro, la Russia di Putin, la Libia di Gheddafi, il Kazakistan di Nazarbaev, la Turchia di Erdogan; anche l'Eritrea di Afewerki va bene.
Credo che dovremmo iniziare a ragionare di più sui movimenti itnernazionali di economia e politica; in caso contrario rischiamo di perderci tra le pieghe dei divani di Villa Certosa.


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CULTURA
Tale padre, tale figlio
12 ottobre 2009
Ci sono due video che mi paiono stranamente simili.
Il primo, che ho visto per la prima volta sul blog di Vittorio Pasteris, riguarda la visita di Berlusconi ed alcuni ministri alla prefettura di Messina, e alla protesta, a tratti verbalmente violenta, che lo ha costretto ad entrare dalla porta posteriore.
Il secondo riguarda il lancio delle monetine a Craxi, anche questo messo on line sullo stesso blog.
La notizia delle contestazioni al Presidente del Consiglio tra l'altro l'ho sentita solo su SkyTG 24.
Destini incrociati, naturalmente, fortune che uno deve (ha dovuto) all'altro, e viceversa.
Ciò che li rende così simili è il fatto che entrambi siano stati contestati dallo stesso popolo che, fino a qualche settimana prima, li stava osannando; o quantomeno, da persone che fino a qualche settimana prima non pensavano proprio di contestarli in questo modo.
Qualcosa sta accadendo, nel mondo dell'imprenditoria, della criminalità organizzata, delle banche.
Io non credo, per principio, alla cosiddetta società civile. E' una invenzione sociale che è utile quando è necessario indirizzare proteste o consensi, e nient'altro.
Le proteste sono generalmente organizzate, raramente sono spontanee, ed ogni rivolta storicamente non è mai nata dal basso, piuttosto si è utilizzata la gente del popolo come ariete di sfondamento per legittimare questo o quel disegno politico.
E' inoltre significativo che Berlusconi sia stato contestato così duramente proprio in Sicilia, che insieme alla Lombardia è il suo maggior serbatoio di voti e di consensi.
Non so proprio cosa possa significare tutto questo, soprattutto se messo insieme al fatto che Berlusconi, ovviamente, non si lascerà circondare tanto facilmente ed inizierà a mettere a punto la sua strategia, presumibilmente utilizzando grossi calibri (avvocati, controllo sul parlamento, mezzi di informazione).
O stiamo a vedere cosa accade, lasciandoci guidare dal prossimo pastore (l'immagine sul blog di Malvino è fantastica), o pensiamo di organizzarci da noi.
Ma già, dicevo proprio poco sopra che raramente il popolo si riesce ad organizzare da se...


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permalink | inviato da Roland il 12/10/2009 alle 17:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Cui prodest?
10 ottobre 2009
La situazione politica italiana mi dà non poco da riflettere.
Facile, direte voi, dà da riflettere a tutti.
Si, ma non è questo.
Provo a ricapitolare come la vedo io.
Negli anni '90 l'Italia, da sempre spartiacque tra l'Occidente capitalistico degli USA e l'Est sovietico di Mosca, subisce una rivoluzione politica chiamata Tangentopoli, che ha come risultato di far emergere nuovi soggetti politici non più legati ad ideologie bipolari (capitalismo vs comunismo), ma ad interessi locali o, al massimo, europei.
Potremmo dire che nascono due partiti contrapposti, quello delle Banche, rappresentato da Prodi, e quello delle Industrie, rappresentato da Berlusconi.
La divisione però non è così netta, e quindi si assiste ad alcuni governi più o meno tecnici (Ciampi, Amato), in cui i politici cercano di trovarsi una sistemazione, e Banche ed Industrie pure.
Assistiamo a grandi industriali che diventano sempre più padroni dell'informazione (Agnelli, De Benedetti, Berlusconi, Caltagirone), con il silenzio di praticamente tutta la classe politica.
Il partito di Berlusconi inizia a farsi sentire, e finalmente prende in mano il governo italiano che, tranne una pausa lunga ed una molto più corta, rimane in carica fondamentalmente per 15 anni.
Nessuno pare accorgersi di niente, in Parlamento almeno, e così il centro-destra può fare il bello ed il cattivo tempo, finanziando in maniere più o meno palesi questo o quel gruppo industriale, in genere sempre legato alla galassia Fininvest-Mediolanum-Mediaset.
Agli industriali questo va abbastanza bene, e difficilmente si sentono sui mezzi di informazione che ancora rimangono fuori dal controllo di Berlusconi, parole poco più grosse di un colpo di tosse discreto.
Poi, nell'ultimo anno, diciamo in contemporanea con la crisi dei titoli velenosi americani, ci si inizia a svegliare, i politici, alcuni quotidiani, persino Montezemolo tenta di dire la sua zittito immediatamente quando gli si ricorda a chi deve dir grazie per l'appalto del Ponte sullo Stretto, che non si farà mai ma che consentirà a Italcementi di tirar su ugualmente parecchi soldi.
Quindi, mi chiedo, cosa sta succedendo? Quale è l'insieme di eventi economici che potrà far cadere il governo Berlusconi?
A chi giova, questa orribile guerra tra gruppi industriali, banche, e poteri statali?

POLITICA
Politically correct
8 ottobre 2009

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permalink | inviato da Roland il 8/10/2009 alle 12:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Laudato sii
6 ottobre 2009
Non ho assolutamente idea di quale sarà l'esito del Lodo Alfano, in discussione da oggi presso la Corte Costituzionale. Leggo semplicemente i resoconti in tempo reale da qui, e qualche notiziola qua e. Certo, in ballo questi giorni c'è anche la storia del Lodo Mondadori e, insomma, le Lodi fioccano da tutte le parti.
Il tutto è un po' difficile da spiegare ai giornali stranieri
Sono inoltre per niente addentro alle questioni legali e procedurali della giustizia, quindi mi limito a farmi delle domande, sperando di non ricevere una querela da me stesso.
I primi ad entrare nell'aula sono i tre avvocati privati di Berlusconi, ossia Ghedini, Pecorella e Piero Longo,
Piero Longo è senatore, segretario della II Commissione Permanente (Giustizia) e membro della XI Commissione Permanente (Lavoro e Previdenza sociale), primo dei non eletti in Veneto ma siede in Senato grazie alla rinuncia di Galan, Presidente della Regione Veneto, che ha dovuto scegliere tra rimanere a fare il presidente di regione o andare al senato. Il gioco dei nostri politici che candidano persone che poi non potranno accettare la carica.
Gaetano Pecorella è deputato, e Presidente della commissione d'inchiesta sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti; è primo firmatario del progetto di legge 881 per la modifica della legge 47/1948 del codice penale sul reato di diffamazione a mezzo stampa (dovrò stare attento a quel che scrivo, quindi)
Nicolò Ghedini è deputato, e componente della II Commissione Permanente (Giustizia).
Sono quindi pienamente legittimati a difendere il Lodo Alfano, visto che tutti e tre fanno parte della commissione Giustizia (sia del Senato che della Camera).
Il fatto che siano anche gli avvocati di Silvio Berlusconi (e non del Presidente del Consiglio!) probabilmente crea qualche conflitto di interesse, ma visto che Berlusconi è anche il Presidente del Consiglio, non mi pare ci sia nulla di cui meravigliarsi. (leggetela voi come volete, questa affermazione) (è che ho i pensieri tendenziosi io o cosa?).
Bene, insieme a loro entra anche l'Avvocatura di Stato.
Come leggo dal loro sito, l'Avvocatura di Stato ha come scopo di difendere in giudizio l'amministrazione dello Stato, e i poteri dello Stato quando svolgano attività essenzialmente amministrative.
Qui, alla Corte Costituzionale, non è in atto un processo contro qualcuno: la Corte Costituzionale non fa processi, ma dibatte sulla costituzionalità dei provvedimenti, delle leggi e delle norme emanate da enti pubblici o dai due rami del Parlamento.
Dunque, i tre parlamentari sono lì per difendere la legge (Lodo Alfano, ricordiamolo, si chiama così) di fronte alle accuse di non costituzionalità.
L'Avvocatura di Stato, ricordo, ha inviato una memoria difensiva sulla stessa legge, ed è oggi presente per difenderla di fronte alla Consulta.
Dopo alcune questioni tecniche, sentiamo Ghedini che dice che si, la legge è uguale per tutti, ma la sua applicabilità non può esserlo, dipendendo quindi dalla persona che ne è soggetta.
Pecorella dice (alle ore 12.00) che la legge elettorale 'praticamente' ha modificato la forma statale dell'Italia, facendola di fatto, se non di diritto, diventare una repubblica presidenziale, quindi senza necessità di modifiche costituzionali.
Dunque, mi par di capire, basta modificare il modo in cui si contano i voti per cambiare la forma di repubblica. 
ahpperò...

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