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SOCIETA'
Mezzi pubblici e mezzi no
18 dicembre 2009
Mi dà molto fastidio, sull'autobus, sentire gente che canta.
L'altro giorno mentre tornavo a casa, una ragazzetta con un culo che faceva provincia, giubbotto impellicciato ma reni scoperte, cantava una qualche canzone della Pausini o di Ramazzotti, non so bene.
Ora, dico, c'è di peggio. Mettersi seduti ed appoggiare i piedi sul sedile davanti, ad esempio, non alzarsi quando si vede una persona anziana.
Però a me dava fastidio sentirla cantare. Non berciava a squarciagola no, cantava piano, ed era stonata.
Solo che a me, e a parecchi altri sull'autobus, probabilmente non interessava per niente sentire la sua canzone. Posso capire se lo avesse fatto on-demand: 'lei che canzone vuole sentire, signora? e lei signore? autista, dica il titolo del suo brano preferito ed io lo eseguirò per lei'.
Ma no, cantava così, senza averne ragione e senza chiedere il permesso a tutti noi.
Non c'è mica un motivo valido, no, però a me dava fastidio uguale.
Ed allo stesso modo mi danno fastidio i ragazzi che sentono la musica col telefonino, ma senza cuffie così che tutti i passeggeri siano costretti ad ascoltare le loro playlist.
E camminano pure con 'sto telefonino in mano, perduti nel loro mondo interiore ad ascoltare i brani preferiti. Ma perdetevi in silenzio, come faccio io, o almeno mettetevi le cuffie, che a noialtri persi nei nostri mondi interiori non ci va di essere disturbati dal vostro.


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permalink | inviato da Roland il 18/12/2009 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
Politically correct
8 ottobre 2009

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permalink | inviato da Roland il 8/10/2009 alle 12:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Tutti dentro
2 ottobre 2009
Uno Stato che si rispetti ha necessità di malviventi.
Grazie ad essi può giustificare le forze di polizia e le loro azioni, i controlli dei documenti mentre cammini per strada o in automobile, può giustificare il controllo delle tue telefonate e della tua posta, può avere il diritto di entrarti in casa nel pieno della notte per frugare dentro i cassetti.
Lo Stato potrà così far sapere a tutti che ha ragione a vietare libri, spettacoli di teatro, comizi di piazza, perchè vi si aggirano pericolosi criminali, il cui delitto più grave è quello di non credere nello Stato, e quindi in definitiva di essere nemici di tutti i cittadini coscenziosi e rispettosi.
Così, lo Stato crea da solo le proprie Tavole della Legge, i suoi Preti, i suoi Chierici ed anche i propri Gendarmi e, in nome di se stesso, tramite loro punisce chi non si adegua, chi osa contestare, chi osa raccontare punti di vista differenti.
Forze dell'Ordine, vengono chiamate, un Ordine imposto dall'alto, un Ordine che serve solamente a chi nasconde le proprie malefatte in mezzo alle scatole, ben ordinate, etichettandole con il nome di Leggi.
Lo Stato, qualunque Stato, di qualunque colore sia il suo Governo e la sua Divina Maggioranza Parlamentare, si mostra per quel che è: un Dio che crea, a propria immagine e somiglianza, i propri fedeli.




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permalink | inviato da Roland il 2/10/2009 alle 17:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica estera
Libere coscienze
25 agosto 2009
L'Argentina ha legalizzato la marjuana.

Non sono un fanatico delle droghe, anzi, ma sono poco convinto che le proibizioni per legge servano a limitarne l'uso e l'abuso.

La stessa cosa vale per l'alcool, e per tutte le altre proibizioni che vengono imposte per legge.

Mi colpisce, molto di più della notizia in se, la motivazione della Corte Suprema argentina, che afferma che lo Stato non può, e quindi non deve, stabilire per legge cosa sia morale e cosa non lo sia.

In Italia abbiamo un Parlamento estremamente ossequioso ai voleri della Chiesa Cattolica, ultimi esempi le dichiarazioni di Sacconi ed altri sulla RU486, e la legge sul testamento biologico.

Uno Stato decide sempre sulla vita dei propri cittadini, e talvolta anche sulla loro morte, decidendo ad esempio di entrare in guerra contro un altro Stato composto da altri cittadini.

In Italia però si sta raggiungendo un livello di zerbinaggio verso la Chiesa che ha eguali, probabilmente, solo durante il periodo pre risorgimentale.

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permalink | inviato da Icekent il 25/8/2009 alle 22:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
Partecipare si, ma come?
31 ottobre 2008
La mia simpatia per lo stato democratico è scesa ai minimi storici, ed anche prima non è che fosse poi così alta.
Dunque abbiamo Licio Gelli che va tranquillo in televisione, e dice a tutti che quel che lui aveva progettato venti anni fa ora finalmente si sta avverando. La cosa andrà approfondita, è un messaggio per qualcuno? l'hanno tirato fuori dalla naftalina per far uscire allo scoperto tutti gli altri pduisti che fino ad ora hanno (solo) tramato nelle pieghe istituzionali e bancarie?
Poi abbiamo un governo che, tranquillo tranquillo, afferma che gli scontri di Piazza Navona sono stati colpa degli studenti universitari della estrema sinistra, e con la più faccia come il culo (in questo blog si può dire culo, se si può dire gelli....) difende i poverini del blocco studentesco in barba ad ogni prova.
Comunque, un presidente del consiglio così democraticamente innocente, può dire e far dire ai suoi questo ed altro.
Poi c'è la crisi economica, Draghi che dice che ce ne sarà anche per il 2009, e che l'eventuale intervento dello stato dovrà essere temporaneo. Cioè, nel 2010 mi ridanno indietro i soldi e gli interessi? Tremonti che conferma ed aggiunge che però i poveri manager delle banche dovranno essere pagati di più mentre per i manager industriali si profila un bel colpo di spugna.
I governi europei che sull'onda americana, in fretta e furia, approvano bei regali alle banche ed alle industrie, ossia a coloro che la crisi l'hanno creata.
Se devo prestare soldi alle banche, posso chiedergli gli interessi del 27% mensile?
Che altro? ah si, Alitalia, i sindacati confederali che si sbrigano a firmare sennò rimangono a casa migliaia di persone, scordando che del fucile puntato alla testa dei lavoratori loro come minimo sono andati a comprarne le pallottole.
Questi sono i risultati delle elezioni democratiche, almeno in italia.
Viene completamente tolto ogni spazio di partecipazione, l'informazione è completamente succube, il parlamento è riempito di faccendieri cooptati dai capibastone dei partiti.
Alle prossime elezioni sarebbe bello non vedere nemmeno uno sotto i trent'anni andare a votare.
Sarebbe bello vedere una età media dei votanti di 60, 65 anni.
Sarebbe bello che noi adulti prendessimo esempio dai nostri ragazzi.
Libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber, ma l'equivalenza vale anche al contrario.
Se limiti la partecipazione, stai limitando la libertà.
E prima o poi, qualcuno la libertà vorrà riconquistarsela ricominciando a partecipare.

politica interna
Imparare
25 ottobre 2008
Noi genitori degli studenti che in questi giorni stanno scendendo in piazza dovremmo essere grati ai nostri figli, ed imparare da loro.
Dovremmo provare a fare di più, anzi, dovremmo scendere in piazza anche noi.
Noi, a cui hanno tolto la scala mobile dicendo che la colpa degli aumenti dei prezzi sono i nostri salari.
Noi, a cui hanno fatto pagare, e continuano a farlo, le storture del sistema capitalista fornendo a dismisura i fondi necessari alle banche.
Noi, che abbiamo gli stipendi più bassi registrati in Europa.
Noi, che abbiamo introdotto una flessibilità lavorativa assimilabile allo schiavismo.
Noi, che abbiamo digerito tutto a testa bassa.
Noi, che non sappiamo più fare uno sciopero sindacale.
Noi, che dovremmo imparare da loro.


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permalink | inviato da Icekent il 25/10/2008 alle 23:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Fuor di melone
23 ottobre 2008
Arrivo buon ultimo a commentare la smentita di se stesso del PresDelCon, e vi rimando a qualche altro blog dove compaiono dei post belli, forti.
Però ho voglia di partecipare anche io, nel mio piccolissimo, allo sconcerto di molti.
Dunque, ieri SB afferma che parlerà direttamente con il ministro dell'Interno per dare precise indicazioni alle forze dell'ordine; aggiunge anche una piccola postilla per i direttori dei giornali.
Probabilmente vorrà dettare la formazione, un po' come fa con il Milan.
Oggi da Pechino, nota nazione democratica, afferma che i giornali hanno completamente travisato
le sue parole, che la realtà non è quella dei media (da che pulpito arriva la predica, ohibò!), e che non ha assolutamente in testa di mandare i manganelli nelle facoltà, piuttosto vuole invece adottare iniziative spiritose.
Forse manderà Krusty il clown per far sganasciare gli studenti intanto che Tremonti, travestito da Gelmini, chiude i rubinetti degli investimenti.
Potete leggere questo articolo per vedere come stanno le cose nella scuola italiana, o questo per capire come la pensano nel resto del mondo.
Potremmo anche parlare delle affermazioni di Cossiga, che spera di sentire il suono delle ambulanze più forte di quello delle auto della polizia. Anche qui alcuni post veramente a tema.
Ma non so se ho più rabbia, pena, schifo o malinconia (Claudio Lolli, Borghesia).



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permalink | inviato da Icekent il 23/10/2008 alle 22:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Cattivi maestri
20 ottobre 2008
Ogni governo che si rispetti, appena insediato, pensa ad una riforma del sistema scolastico.
Naturalmente, visto che di riforma si tratta, viene sconvolta ogni linea direttiva precedente, soprattutto modificando alcune regole che hanno come risultato principale l'aumento di confusione nei docenti e negli studenti. Poi chiaramente ci sono i luoghi comuni sulla produttività degli insegnanti, o articoli come questo, commentati divinamente qui.
La mancanza di sicurezza didattica e le picconate di certi commentatori contribuiscono allo svilimento della scuola pubblica, a favore di scuole private o addirittura confessionali, per poi magari tornare in futuro alla scuola unica.
La riforma Gelmini sembra sia stata scritta direttamente da Tremonti, visto che si tratta  esclusivamente di tagli.
Non so se sia proprio così, che cosa possa cambiare con questa riforma, o se sia proprio tutto da gettar via.
A sinistra non è che siano stati proprio così attenti alla scuola, per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte ricordo la proposta di Rutelli (allora Ministro per i Beni Culturali) sulla diminuzione delle ferie estive per aumentare il numero di ponti festivi. Per incrementare il turismo, ohibò....
Si potrebbe anche parlare del fatto che in Italia non esista assolutamente alcuna visione a lunga scadenza, ma solo pezze a colore per il brevissimo termine, così da dare un'aria di efficienza e decisionismo, cose queste sempre amate dagli italiani specie se supportate da una bella camicetta nera oppure verde.
Visto che qualcuno giustamente (non certo televisioni e quotidiani ufficiali, certamente) ha citato le parole di Calamandrei, io mi sono messo a fare uno più uno.
La mia paura cioè non è che sia stato Ministro delle Finanze a scriverla, ma piuttosto il senatore Dell'Utri, che diceva, appena dopo le elezioni, di voler riscrivere i libri di storia.
Prendiamo ad esempio l'idea di poter trasformare le scuole in Fondazioni.
Questo significherebbe che capitali privati entrerebbero a dar man forte alle poche risorse della scuola pubblica. Naturalmente i Fondatori avrebbero, de iure o de facto, la possibilità di metter bocca sul metodo di insegnamento ad esempio dando più importanza ad un argomento piuttosto che ad un altro. E quindi si potrebbero avere casi in cui la battaglia di Porta Pia venisse spiegata come il proditorio attacco di banditi dalla camicia rossa contro fedeli zuavi che difendevano il Papa.
O far insegnare le scienze naturali da un prete.
O eliminare un insegnante perché di colore politico diverso da quello dei Fondatori, o perché di razza od orientamento sessuale diversi.
In tutto questo, il disegno potrebbe essere il seguente, un disegno a scadenza medio-lunga.
Si eliminano i fondi alla scuola: oggi gli insegnanti delle primarie devono garantire 22 ore di insegnamento settimanali, mentre la legge prevede che le ore di lezione debbano essere 24; le due ore in più sono a carico delle risorse del fondo d'istituto. (art. 4 comma 2-bis).
Così anche le eventuali ore in più previste per venire incontro a specifiche richieste delle famiglie (art. 4 comma 1).
Messa ancor più in ginocchio la scuola pubblica (l'art. 8 comma 1 dice chiaramente che da questa legge non debbono derivare oneri maggiori a carico della finanza pubblica), si tira fuori dal cilindro il coniglio delle Fondazioni, ed i genitori dovranno scegliere tra una scuola che costi poco ed una che costi molto, con i Fondatori unici a dire l'ultima parola sulla scelta di un professore.
Vi immaginate i nostri figli che hanno come maestro la Binetti, Alberoni o Ferrara? o La Russa come insegnante di Educazione Fisica?
brrrr......
Insomma, non è assolutamente vero che nella riforma Gelmini non sia presente alcun piano pedagogico. Anzi, dopo la riforma della Moratti (le tre I, ricordate?) questo è il piano Pedagogico 2.



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permalink | inviato da Icekent il 20/10/2008 alle 15:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
ECONOMIA
Costanti universali
22 settembre 2008
In questi giorni le notizie dei telegiornali, a parte qualche omicidio premeditato o colposo o una lettera di Ratzinger o di qualche cardinale, sono concentrate su Alitalia e crisi delle banche USA.
Si noti, tra l'altro, che dopo ogni crisi tutti i massimi esponenti del capitalismo si portano di fronte a qualche telecamera ad affermare che i fondamentali dell'economia sono solidi, nonostante tutto.
Io sono abituato a preoccuparmi, in particolare quando qualche grande esperto cerca di convincermi, senza argomenti, di non preoccuparmi.
Consideravo anche una cosetta da nulla, come il numero di miliardi 'bruciati' nel crollo delle borse internazionali a causa della crisi delle banche e degli istituti di credito.
Ora, se una cosa esisteva prima, in qualche altra forma deve esistere dopo.
In un motore, se immetto 100 Joule di energia, questo me ne rende disponibili poniamo 75, ma gli altri 25 so esattamente dove sono andati a finire, e proprio nel calore sviluppato dal motore a causa dell'attrito di organi meccanici.
Questo è il Rendimento del motore, come il rendimento della borsa, quindi. Quindi è vero, ho 'bruciato' 25 Joule, ma so perfettamente dove sono e come calcolarli.
Nel caso del denaro, invece, succede una cosa strana.
Se compro un'azione a 10 euro e la rivendo a 8, ho perduto 2 euro. Se la rivendo a 13, ne ho guadagnati 3.
Questi 2 euro in meno, o quei 3 in più, dove sono finiti, e da dove sono comparsi?
Chi li ha generati? Da dove provengono?
Ho l'impressione che il fatto che l'economia non possieda delle costanti universali, dei principi di conservazione come l'energia o il momento angolare, la renda non una scienza ma semplicemente una speranza.
Un po' come la vita dopo la morte, insomma.


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DIARI
regolarità
20 settembre 2008
Su RAI 1 sta andando in onda uno spettacolo (nel senso più triste del termine, direi) condotto da  Pupo, ospiti Sofia Loren e Al Bano.
Ed un paio di ragazzini vestiti da imbecilli che fanno le domande a tali ospiti illustri.
Ormai non mi chiedo più perché debba pagare l'abbonamento alla RAI.
Ormai mi chiedo perc* possiedo la televisione.


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permalink | inviato da Icekent il 20/9/2008 alle 22:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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