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politica interna
Partecipare si, ma come?
31 ottobre 2008
La mia simpatia per lo stato democratico è scesa ai minimi storici, ed anche prima non è che fosse poi così alta.
Dunque abbiamo Licio Gelli che va tranquillo in televisione, e dice a tutti che quel che lui aveva progettato venti anni fa ora finalmente si sta avverando. La cosa andrà approfondita, è un messaggio per qualcuno? l'hanno tirato fuori dalla naftalina per far uscire allo scoperto tutti gli altri pduisti che fino ad ora hanno (solo) tramato nelle pieghe istituzionali e bancarie?
Poi abbiamo un governo che, tranquillo tranquillo, afferma che gli scontri di Piazza Navona sono stati colpa degli studenti universitari della estrema sinistra, e con la più faccia come il culo (in questo blog si può dire culo, se si può dire gelli....) difende i poverini del blocco studentesco in barba ad ogni prova.
Comunque, un presidente del consiglio così democraticamente innocente, può dire e far dire ai suoi questo ed altro.
Poi c'è la crisi economica, Draghi che dice che ce ne sarà anche per il 2009, e che l'eventuale intervento dello stato dovrà essere temporaneo. Cioè, nel 2010 mi ridanno indietro i soldi e gli interessi? Tremonti che conferma ed aggiunge che però i poveri manager delle banche dovranno essere pagati di più mentre per i manager industriali si profila un bel colpo di spugna.
I governi europei che sull'onda americana, in fretta e furia, approvano bei regali alle banche ed alle industrie, ossia a coloro che la crisi l'hanno creata.
Se devo prestare soldi alle banche, posso chiedergli gli interessi del 27% mensile?
Che altro? ah si, Alitalia, i sindacati confederali che si sbrigano a firmare sennò rimangono a casa migliaia di persone, scordando che del fucile puntato alla testa dei lavoratori loro come minimo sono andati a comprarne le pallottole.
Questi sono i risultati delle elezioni democratiche, almeno in italia.
Viene completamente tolto ogni spazio di partecipazione, l'informazione è completamente succube, il parlamento è riempito di faccendieri cooptati dai capibastone dei partiti.
Alle prossime elezioni sarebbe bello non vedere nemmeno uno sotto i trent'anni andare a votare.
Sarebbe bello vedere una età media dei votanti di 60, 65 anni.
Sarebbe bello che noi adulti prendessimo esempio dai nostri ragazzi.
Libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber, ma l'equivalenza vale anche al contrario.
Se limiti la partecipazione, stai limitando la libertà.
E prima o poi, qualcuno la libertà vorrà riconquistarsela ricominciando a partecipare.

politica interna
Imparare
25 ottobre 2008
Noi genitori degli studenti che in questi giorni stanno scendendo in piazza dovremmo essere grati ai nostri figli, ed imparare da loro.
Dovremmo provare a fare di più, anzi, dovremmo scendere in piazza anche noi.
Noi, a cui hanno tolto la scala mobile dicendo che la colpa degli aumenti dei prezzi sono i nostri salari.
Noi, a cui hanno fatto pagare, e continuano a farlo, le storture del sistema capitalista fornendo a dismisura i fondi necessari alle banche.
Noi, che abbiamo gli stipendi più bassi registrati in Europa.
Noi, che abbiamo introdotto una flessibilità lavorativa assimilabile allo schiavismo.
Noi, che abbiamo digerito tutto a testa bassa.
Noi, che non sappiamo più fare uno sciopero sindacale.
Noi, che dovremmo imparare da loro.


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permalink | inviato da Icekent il 25/10/2008 alle 23:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Fuor di melone
23 ottobre 2008
Arrivo buon ultimo a commentare la smentita di se stesso del PresDelCon, e vi rimando a qualche altro blog dove compaiono dei post belli, forti.
Però ho voglia di partecipare anche io, nel mio piccolissimo, allo sconcerto di molti.
Dunque, ieri SB afferma che parlerà direttamente con il ministro dell'Interno per dare precise indicazioni alle forze dell'ordine; aggiunge anche una piccola postilla per i direttori dei giornali.
Probabilmente vorrà dettare la formazione, un po' come fa con il Milan.
Oggi da Pechino, nota nazione democratica, afferma che i giornali hanno completamente travisato
le sue parole, che la realtà non è quella dei media (da che pulpito arriva la predica, ohibò!), e che non ha assolutamente in testa di mandare i manganelli nelle facoltà, piuttosto vuole invece adottare iniziative spiritose.
Forse manderà Krusty il clown per far sganasciare gli studenti intanto che Tremonti, travestito da Gelmini, chiude i rubinetti degli investimenti.
Potete leggere questo articolo per vedere come stanno le cose nella scuola italiana, o questo per capire come la pensano nel resto del mondo.
Potremmo anche parlare delle affermazioni di Cossiga, che spera di sentire il suono delle ambulanze più forte di quello delle auto della polizia. Anche qui alcuni post veramente a tema.
Ma non so se ho più rabbia, pena, schifo o malinconia (Claudio Lolli, Borghesia).



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permalink | inviato da Icekent il 23/10/2008 alle 22:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Mi dispiace, devo andare
21 ottobre 2008
Ratzinger afferma, ad un congresso di medici chirurghi, che non bisogna interferire tra medico e paziente. Il dibattito è centrato naturalmente sul punto dell'autodeterminazione del malato in caso di malattia inguaribile o, peggio, di stato vegetativo.
Sono d'accordo, non bisogna interferire, e questo dovrebbe valere soprattutto per la Chiesa di Roma, che invece non perde occasione per intromettersi in ogni scelta individuale, in merito alla propria salute, ai libri da leggere, alle politiche da seguire, alla morale cui obbedire; ma la Chiesa Cattolica non è semplicemente una associazione sociologica, dice Ratzinger.
Sulla camorra però è meglio non interferire per non offendere i cittadini onesti. Bah.
Però, se il paziente dovesse dire al proprio medico 'Guardi, dottore, lasci perdere, facciamola finita qui' è necessario non spingere troppo oltre perché la libera scelta di ognuno si deve fermare di fronte al muro imposto, senza volerlo per carità, dalla stessa Chiesa di Roma.
E se il paziente non fosse in grado, in quel momento, di dire al medico curante le proprie volontà, come si deve fare? Se magari le ha scritte su un foglio di carta, su un blog, su un diario, o ne ha parlato ai propri cari, e questi volessero semplicemente esaudire le sue volontà seguendo le personali opinioni del paziente in merito alla propria vita?
No, questo non è possibile.
Non possiamo decidere autonomamente della nostra vita, perché non è nostra.
Anzi, la sofferenza è un valore che deve essere stimolato e valorizzato.
Quindi, invece di dire qualche Ave Maria potremmo con lo stesso risultato darci delle gran martellate sulle nocche delle dita.
La logica arzigogolata si arrampica facilmente sugli specchi aiutata dalla famosa Fede e dalla altrettanto famosa Volontà Divina, che è imperscrutabile ma va comunque seguita.
Un po' come quando a Roma i nazisti deportarono migliaia di ebrei, insomma, magari era volere di Dio, hai visto mai.
Come a dire, se ti trovi su un lettino da quindici anni in stato vegetale, amico mio è il volere divino, che pretendi di capire tu?


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permalink | inviato da Icekent il 21/10/2008 alle 11:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Cattivi maestri
20 ottobre 2008
Ogni governo che si rispetti, appena insediato, pensa ad una riforma del sistema scolastico.
Naturalmente, visto che di riforma si tratta, viene sconvolta ogni linea direttiva precedente, soprattutto modificando alcune regole che hanno come risultato principale l'aumento di confusione nei docenti e negli studenti. Poi chiaramente ci sono i luoghi comuni sulla produttività degli insegnanti, o articoli come questo, commentati divinamente qui.
La mancanza di sicurezza didattica e le picconate di certi commentatori contribuiscono allo svilimento della scuola pubblica, a favore di scuole private o addirittura confessionali, per poi magari tornare in futuro alla scuola unica.
La riforma Gelmini sembra sia stata scritta direttamente da Tremonti, visto che si tratta  esclusivamente di tagli.
Non so se sia proprio così, che cosa possa cambiare con questa riforma, o se sia proprio tutto da gettar via.
A sinistra non è che siano stati proprio così attenti alla scuola, per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte ricordo la proposta di Rutelli (allora Ministro per i Beni Culturali) sulla diminuzione delle ferie estive per aumentare il numero di ponti festivi. Per incrementare il turismo, ohibò....
Si potrebbe anche parlare del fatto che in Italia non esista assolutamente alcuna visione a lunga scadenza, ma solo pezze a colore per il brevissimo termine, così da dare un'aria di efficienza e decisionismo, cose queste sempre amate dagli italiani specie se supportate da una bella camicetta nera oppure verde.
Visto che qualcuno giustamente (non certo televisioni e quotidiani ufficiali, certamente) ha citato le parole di Calamandrei, io mi sono messo a fare uno più uno.
La mia paura cioè non è che sia stato Ministro delle Finanze a scriverla, ma piuttosto il senatore Dell'Utri, che diceva, appena dopo le elezioni, di voler riscrivere i libri di storia.
Prendiamo ad esempio l'idea di poter trasformare le scuole in Fondazioni.
Questo significherebbe che capitali privati entrerebbero a dar man forte alle poche risorse della scuola pubblica. Naturalmente i Fondatori avrebbero, de iure o de facto, la possibilità di metter bocca sul metodo di insegnamento ad esempio dando più importanza ad un argomento piuttosto che ad un altro. E quindi si potrebbero avere casi in cui la battaglia di Porta Pia venisse spiegata come il proditorio attacco di banditi dalla camicia rossa contro fedeli zuavi che difendevano il Papa.
O far insegnare le scienze naturali da un prete.
O eliminare un insegnante perché di colore politico diverso da quello dei Fondatori, o perché di razza od orientamento sessuale diversi.
In tutto questo, il disegno potrebbe essere il seguente, un disegno a scadenza medio-lunga.
Si eliminano i fondi alla scuola: oggi gli insegnanti delle primarie devono garantire 22 ore di insegnamento settimanali, mentre la legge prevede che le ore di lezione debbano essere 24; le due ore in più sono a carico delle risorse del fondo d'istituto. (art. 4 comma 2-bis).
Così anche le eventuali ore in più previste per venire incontro a specifiche richieste delle famiglie (art. 4 comma 1).
Messa ancor più in ginocchio la scuola pubblica (l'art. 8 comma 1 dice chiaramente che da questa legge non debbono derivare oneri maggiori a carico della finanza pubblica), si tira fuori dal cilindro il coniglio delle Fondazioni, ed i genitori dovranno scegliere tra una scuola che costi poco ed una che costi molto, con i Fondatori unici a dire l'ultima parola sulla scelta di un professore.
Vi immaginate i nostri figli che hanno come maestro la Binetti, Alberoni o Ferrara? o La Russa come insegnante di Educazione Fisica?
brrrr......
Insomma, non è assolutamente vero che nella riforma Gelmini non sia presente alcun piano pedagogico. Anzi, dopo la riforma della Moratti (le tre I, ricordate?) questo è il piano Pedagogico 2.



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permalink | inviato da Icekent il 20/10/2008 alle 15:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sentimenti
Mondi possibili?
15 ottobre 2008
Oggi ho letto questo post  sul blog di AnelliDiFumo.
Non conoscevo la storia di Matthew Shepard , e ne sono rimasto colpito.
Soprattutto dal comportamento dei genitori , che hanno chiesto la commutazione dalla pena di morte all'ergastolo per uno dei due assassini.
Quel che più di tutto mi ha lasciato sconcertato sono state le giustificazioni addotte dai due assassini, e i cortei di Fred Phelps contro gli omosessuali.
Vedo poi che in Italia si può uccidere un ragazzo al grido di 'Sporco Negro' ma non essere accusati di razzismo.
O proporre classi differenziate per bambini italiani e stranieri utilizzando persino motivazioni pedagogiche.
O inventarsi le cure di riparazione per gli omosessuali.
O essere pedofili e farla franca.
Beh, non c'è che dire.
Bel mondo, gente.

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permalink | inviato da Icekent il 15/10/2008 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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