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Cattivi maestri

Ogni governo che si rispetti, appena insediato, pensa ad una riforma del sistema scolastico.
Naturalmente, visto che di riforma si tratta, viene sconvolta ogni linea direttiva precedente, soprattutto modificando alcune regole che hanno come risultato principale l'aumento di confusione nei docenti e negli studenti. Poi chiaramente ci sono i luoghi comuni sulla produttività degli insegnanti, o articoli come questo, commentati divinamente qui.
La mancanza di sicurezza didattica e le picconate di certi commentatori contribuiscono allo svilimento della scuola pubblica, a favore di scuole private o addirittura confessionali, per poi magari tornare in futuro alla scuola unica.
La riforma Gelmini sembra sia stata scritta direttamente da Tremonti, visto che si tratta  esclusivamente di tagli.
Non so se sia proprio così, che cosa possa cambiare con questa riforma, o se sia proprio tutto da gettar via.
A sinistra non è che siano stati proprio così attenti alla scuola, per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte ricordo la proposta di Rutelli (allora Ministro per i Beni Culturali) sulla diminuzione delle ferie estive per aumentare il numero di ponti festivi. Per incrementare il turismo, ohibò....
Si potrebbe anche parlare del fatto che in Italia non esista assolutamente alcuna visione a lunga scadenza, ma solo pezze a colore per il brevissimo termine, così da dare un'aria di efficienza e decisionismo, cose queste sempre amate dagli italiani specie se supportate da una bella camicetta nera oppure verde.
Visto che qualcuno giustamente (non certo televisioni e quotidiani ufficiali, certamente) ha citato le parole di Calamandrei, io mi sono messo a fare uno più uno.
La mia paura cioè non è che sia stato Ministro delle Finanze a scriverla, ma piuttosto il senatore Dell'Utri, che diceva, appena dopo le elezioni, di voler riscrivere i libri di storia.
Prendiamo ad esempio l'idea di poter trasformare le scuole in Fondazioni.
Questo significherebbe che capitali privati entrerebbero a dar man forte alle poche risorse della scuola pubblica. Naturalmente i Fondatori avrebbero, de iure o de facto, la possibilità di metter bocca sul metodo di insegnamento ad esempio dando più importanza ad un argomento piuttosto che ad un altro. E quindi si potrebbero avere casi in cui la battaglia di Porta Pia venisse spiegata come il proditorio attacco di banditi dalla camicia rossa contro fedeli zuavi che difendevano il Papa.
O far insegnare le scienze naturali da un prete.
O eliminare un insegnante perché di colore politico diverso da quello dei Fondatori, o perché di razza od orientamento sessuale diversi.
In tutto questo, il disegno potrebbe essere il seguente, un disegno a scadenza medio-lunga.
Si eliminano i fondi alla scuola: oggi gli insegnanti delle primarie devono garantire 22 ore di insegnamento settimanali, mentre la legge prevede che le ore di lezione debbano essere 24; le due ore in più sono a carico delle risorse del fondo d'istituto. (art. 4 comma 2-bis).
Così anche le eventuali ore in più previste per venire incontro a specifiche richieste delle famiglie (art. 4 comma 1).
Messa ancor più in ginocchio la scuola pubblica (l'art. 8 comma 1 dice chiaramente che da questa legge non debbono derivare oneri maggiori a carico della finanza pubblica), si tira fuori dal cilindro il coniglio delle Fondazioni, ed i genitori dovranno scegliere tra una scuola che costi poco ed una che costi molto, con i Fondatori unici a dire l'ultima parola sulla scelta di un professore.
Vi immaginate i nostri figli che hanno come maestro la Binetti, Alberoni o Ferrara? o La Russa come insegnante di Educazione Fisica?
brrrr......
Insomma, non è assolutamente vero che nella riforma Gelmini non sia presente alcun piano pedagogico. Anzi, dopo la riforma della Moratti (le tre I, ricordate?) questo è il piano Pedagogico 2.


Pubblicato il 20/10/2008 alle 15.1 nella rubrica Pensieri.

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